La spirale di vendetta: Arina e la ricerca di giustizia

La spirale di vendetta
Storie di vita

La spirale di vendetta: Arina e la ricerca di giustizia dopo l’abuso.

Il terrore le serrava la gola, mentre Arina lottava disperatamente per liberarsi dalla presa di Artem e dei suoi complici. Le sue urla disperate si disperdevano nel fitto del bosco, inascoltate.

“Vi prego, lasciatemi andare! Cosa vi ho fatto? Vi prometto che me ne andrò e non dirò nulla a nessuno!”, implorò, la voce tremante di paura.

Ma i ragazzi, impassibili, la ignorarono, portando avanti il loro piano diabolico. Quando Arina vide Artem slacciarsi i pantaloni, il gelo le paralizzò il cuore. Capì che non le avrebbero dato scampo e che la sua ingenuità l’avrebbe condotta alla rovina.

Arina aveva incontrato Artem poco dopo la tragedia che le aveva sconvolto la vita: un’esplosione di gas domestico le aveva portato via i genitori. Gli esperti avevano attribuito l’incidente a una manutenzione tardiva, ma per Arina, l’unica cosa che contava era la sua solitudine.

La vita prima dell’incubo: La spirale di vendetta, un passato difficile e un incontro fatale

La sua famiglia viveva in un modesto appartamento, e i genitori, operai in una fabbrica locale, le avevano insegnato che la felicità non si misura con la ricchezza. Ma Arina aveva sempre desiderato una vita diversa, invidiando le compagne di classe benestanti e sognando abiti alla moda.

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Dopo la tragedia, Arina vendette l’appartamento e si trasferì in città, in cerca di una nuova vita. Visitava i genitori due volte all’anno, ricordando i momenti felici della sua infanzia.

Un giorno, al cimitero, incontrò Artem, un ragazzo affascinante con un sorriso ingannevolmente amichevole. Nonostante l’avvertimento materno di diffidare degli uomini, Arina non riuscì a respingerlo.

Al college, Arina si distingueva per la sua modestia, a differenza delle compagne che ostentavano il loro aspetto. Lavorava come donna delle pulizie e studiava per un futuro migliore.

La sua vita cambiò quando la proprietaria di un negozio la notò e la trasformò in modella. Arina, da ragazza timida, divenne una giovane donna sicura di sé, ma non dimenticò mai i suoi genitori.

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